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Il Manifesto
Lipobay, dono mortale
La Bayer regalò il farmaco quando già si conoscevano i suoi effetti letali Perché in Italia il Lipobay era assunto a dosi più basse che negli Stati Uniti?
E' una domande che si pone il pm torinese Raffaele Guariniello, titolare dell'inchiesta sul farmaco ritirato dal commercio dalla Bayer. Una domanda pertinente dato che la maggior parte dei 52 decessi imputati alla
cerivastatina si sono verificati negli Usa. Proprio negli States, lo scorso settembre, lo studio del cardiologo di Houston John Farmer evidenziava che i medici prescrivevano il Baycol (è il nome americano della
cerivastatina della Bayer) a dose troppo alte. Tutte le statine antocolesterolo possono causare la rabdomiolisi, sosteneva Farmer. Ora, interpellato dal settimanale tedesco Focus, aggiunge: "una parte della
responsabilità di quel che è accaduto con il Baycol è dei medici".
L'altra scoperta fatta dal settimanale di Monaco, invece, inguaia ulteriormente la multinazionale di Leverkusen. A marzo, quando l'allarme sul Lipobay era già
scattato, la Bayer lo ha distribuito gratis ad alcuni medici dell'Alta Baviera. Poco più di centinaio di confezioni, ma a fare scalpore è lo scopo: promuovere il Lipobay come terapia preventiva dell'ictus e
dell'avanzato decadimento senile. Una strategia commerciale gravemente scorretta, per usare un eufemismo, perché il Lipobay era stato autorizzato e testato solo come farmaco per ridurre la sintesi del colesterolo.
In Germania prosegue l'aspro scontro tra la multinazionale e il ministero della sanità. Il viceministro Schroeder ribadisce l'accusa: "La Bayer ci ha
informato in maniera non corretta, non precisa e non tempestiva". Minaccia ammende e aggiunge: "Faremo in modo che diventi responsabilità dei massimi vertici fornire un'informazione precisa e rapida per
evitare che venga scaricato su un caporeparto la responsabilità d'aver tenuto in un cassetto informazioni dirompenti". Ma anche il ministero della sanità tedesco si prende la sua dose di critiche per la scarsa
vigilanza sugli effetti collaterali dei farmaci. Secondo il direttore della clinica di farmacologia di Hannover "ogni anno muoiono 25 mila persone per gli effetti dei medicinali e altre 500 mila devono essere
curate in ospedale. Troppe".
Rimbalzano da tutto il mondo le notizie di cause intentate contro la Bayer. In Italia le segnalazioni di danni causati dal Lipobay dovrebbero confluire
nell'inchiesta di Guariniello che, domani, inizierà a interrogare i testimoni. L'Adusbef annuncia la costituzione di un pool di 200 avvocati per monitorare i danni provocati dai farmaci, non solo dal Lipobay. Si
fanno sentire anche gli antivivezionisti. Il caso Lipobay, sostengono, è l'ennesima prova che i test di laboratorio sugli animali non sono di per sé una garanzia per l'uomo. Oltre ad essere crudeli, sono inutili e
ingannevoli. "Urge una radicale riforma dei protocolli di sperimentazione farmacologica", dice Fabrizia Pratesi del Comitato scientifico antivivisezionista. Secondo il direttore di Farmindustria Ivan
Cavicchi, invece, il caso Lipobay "non smentisce in alcun modo la validità dei metodi sperimentali e dei controlli tossicologici adottati dalla ricerca scientifica sui farmaci".
In questo gran fritto misto in cui tutti dicono la loro, la cosa più inquietante l'abbiamo letta nell'intervista a La Stampa di Gianni Tognoni, direttore del
Consorzio Mario Negri Sud. Un mese fa la commissione Ue ha chiesto all'Agenzia europea per la valutazione dei farmaci due cose. La prima: dimezzare i tempi per l'esame del dossier di registrazione dei farmaci
"per rendere più competitiva l'industria europea di quella americana". La seconda: permettere alla aziende di fare propaganda diretta dei farmaci, come avviene negli Usa. "Se passerà una cosa del
genere, sarà un disastro". Forse e per il momento, dopo quel che è successo con il Lipobay, non succederà. Ma, caro Tognoni, non è già adesso un mezzo disastro?
Altro caso Bayer La procura di Como ha aperto un fascicolo di inchiesta dopo la
denuncia fatta alcuni giorni fa da una pensionata che ritiene di aver avuto gravi ripercussioni sulla propria salute per aver utilizzato il Lipobay. Si tratta di Rinalda Vescovi, 72enne di Como. La donna, dopo aver
utilizzato il farmaco per curare il colesterolo, ha cominciato ad avere forti difficoltà nel camminare a causa di una violenta forma di miastenia. Dieci giorni fa ha presentato ai carabinieri una denuncia contro la
Bayer Italia. Il Manifesto del 11 Settembre 2001
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